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Concorso Comune di Napoli, 110 posti: chi può partecipare e dove si vince la prova
17 settembre 2026 · 6 minuti di lettura
Centodieci funzionari per i servizi sociali, domande entro il 12 ottobre 2026 su inPA. I tre profili, il contratto a termine da dire subito, e il conto esatto che stabilisce quando conviene rispondere a caso e quando no.
Il Comune di Napoli cerca 110 funzionari per i servizi sociali. Le domande si presentano fino al 12 ottobre 2026, alle 23:59, e passano solo dal portale inPA. Non c'è altra strada: niente raccomandata, niente PEC all'ufficio, niente consegna a mano.
Vediamo chi può partecipare, cosa si vince davvero, e dove si decide la prova. Perché la prova, in questo caso, si decide in un posto insolito: non solo sulle risposte che dai, ma su quelle che scegli di non dare.
I 110 posti, uno per uno
Non è un concorso unico: sono tre profili distinti, e ci si candida per uno soltanto.
| Profilo | Posti | Titolo di studio | Albo |
|---|---|---|---|
| Assistente sociale | 51 | Laurea L-39, LM-87 o equipollenti | Sì, con abilitazione |
| Psicologo | 35 | Laurea LM-51, 58/S o equivalenti | Sì, sezione A |
| Educatore professionale | 24 | Laurea L-19, LM-50, LM-57, LM-85 | No |
Chi si iscrive paga 10 euro di contributo per ciascun profilo. Servono anche i requisiti generali di sempre: cittadinanza italiana o di un Paese dell'Unione europea, maggiore età, idoneità fisica, godimento dei diritti civili e politici, nessuna condanna che impedisca il rapporto di lavoro pubblico. E una PEC personale, cioè una casella di posta elettronica certificata intestata a te: senza quella la domanda non si chiude.
Una cosa da leggere prima di tutto il resto
Il contratto è a tempo determinato, di durata biennale. Due anni, non di più, salvo ciò che potrà decidere in futuro l'amministrazione.
Va detto subito e senza giri di parole, perché cambia il senso della decisione. L'inquadramento è nell'Area dei Funzionari e dell'Elevata Qualificazione, con una retribuzione tabellare di 25.363,13 euro lordi l'anno. Chi è in cerca del posto fisso deve sapere che questo non lo è. Chi invece cerca esperienza qualificata nell'ente locale, con una prova sola e senza anni di attesa, qui la trova.
La prova: 60 domande in 60 minuti
C'è una sola prova scritta. Sessanta quesiti a risposta multipla, sessanta minuti. Un minuto a domanda, in media, e nessuna prova orale a recuperare.
I sessanta quesiti sono divisi così:
- 45 domande tecnico-professionali, sulla materia del profilo scelto;
- 5 di informatica e competenze digitali;
- 5 di lingua inglese;
- 5 quesiti situazionali.
I quesiti situazionali meritano una spiegazione, perché sono la parte nuova per chi non fa concorsi da qualche anno. Non chiedono una nozione: descrivono una situazione di lavoro e chiedono come ti comporteresti. Non hanno una risposta giusta e tre sbagliate, ma risposte più o meno appropriate, e il punteggio è graduato: 1 punto, 0,5 punti, oppure zero.
Il punteggio massimo è 60.
Dove si vince davvero: la penalità
Qui sta il punto che molti candidati trattano a orecchio, e sbagliano.
Sui quesiti tecnici, di informatica e di inglese il conteggio è questo: la risposta esatta vale 1 punto, quella sbagliata vale meno 0,30, quella non data vale zero. Sui quesiti situazionali non c'è penalità: la risposta meno appropriata vale zero, non toglie nulla.
La domanda che tutti si fanno è: se non so la risposta, tiro a indovinare o lascio in bianco?
Si può rispondere con l'aritmetica, e conviene farlo una volta sola, con calma, adesso — non durante la prova.
Rispondere a caso ti fa guadagnare 1 punto quando indovini e perdere 0,30 quando sbagli. Il pareggio si trova dove il guadagno atteso e la perdita attesa si annullano, e cade a poco più di 23 possibilità su 100 di azzeccare. Sopra quella soglia rispondere conviene, in media; sotto, conviene tacere.
Ora, quanto vale la tua probabilità? Dipende da quante alternative ha ogni quesito, ed è un dato che devi leggere nel bando, non immaginare:
- se le alternative sono quattro, tirando a caso hai 25 possibilità su 100: sei appena sopra la soglia, e rispondere conviene di pochissimo;
- se sono cinque, ne hai 20: sei sotto, e rispondere in media ti costa;
- se riesci a escludere una alternativa perché palesemente assurda, la probabilità sale di colpo e rispondere diventa nettamente conveniente.
La lezione pratica è una sola, e vale per qualunque concorso con penalità: la risposta al buio è quasi sempre un pareggio, mentre la risposta su cui hai eliminato anche un solo distrattore è quasi sempre un guadagno. Non allenarti a indovinare. Allenati a scartare.
Attenzione a un errore di calcolo diffuso: molti ragionano «tanto sbagliarne una toglie meno di quanto ne dà una giusta, quindi rispondo sempre». Ma le risposte giuste non sono tante quante le sbagliate. Se su dieci domande ignote ne indovini due e ne sbagli otto, incassi 2 punti e ne perdi 2,40: sei sotto. È il rapporto fra quante ne prendi e quante ne perdi a decidere, non il confronto fra +1 e −0,30.
Come prepararsi, in concreto
Le 45 domande professionali sono il grosso del punteggio: tre quarti della prova. Su quelle si vince.
Per tutti e tre i profili il terreno comune è la normativa dei servizi sociali e dell'ente locale: la legge quadro sull'assistenza, i livelli essenziali delle prestazioni, il rapporto fra Comune, Ambito territoriale e Regione, e le regole del procedimento amministrativo che governano ogni atto di un Comune — istanza, termine, provvedimento, silenzio.
È la parte che spaventa di più chi viene da una formazione psicologica o educativa e non giuridica. Ed è anche quella che si recupera più in fretta, perché le norme sono poche e ritornano sempre uguali: cambia il caso, non lo schema.
Il modo che funziona è ridurre ogni norma alla stessa griglia — che cosa dice, perché esiste, con quali altre norme si collega, quali parole vanno sapute con precisione — e poi provare a spiegarla ad alta voce con parole tue. Se la spiegazione fila, la norma è tua. Se ti impianti, hai trovato esattamente il punto da rileggere.
Le date che contano
La domanda si presenta solo su inPA, e serve un'identità digitale (SPID, CIE o CNS) per entrarci. La scadenza è il 12 ottobre 2026 alle 23:59: è un orario, non una data generica, e le piattaforme pubbliche si affollano nelle ultime ore. Chi si riduce all'ultima sera corre un rischio che non ha bisogno di correre.
Prima di chiudere la domanda, controlla tre cose: che la PEC indicata sia la tua e sia attiva, che l'iscrizione all'albo risulti in regola se il tuo profilo la richiede, e che il contributo di 10 euro risulti pagato per il profilo giusto.
Per la parte normativa della preparazione, il Manuale Normativo di Diritto della Previdenza e Legislazione Sociale e quello di Diritto Amministrativo lavorano proprio così: ogni norma su una scheda sempre uguale, pensata per essere ripassata in pochi minuti e ricordata all'esame.