Vai al contenuto

Articoli · Concorsi in corso

Concorso Autorità per la Laguna di Venezia, 28 posti: perché qui il curriculum vale punti

29 settembre 2026 · 7 minuti di lettura

Ventotto assunzioni a tempo indeterminato a Venezia, domande su inPA entro il 16 ottobre 2026 alle 18:00. È un concorso per titoli ed esami: gli anni di lavoro valgono fino a 10 punti, e la commissione li conta prima di correggere il tuo scritto.

L'Autorità per la Laguna di Venezia assume 28 persone a tempo indeterminato. Le domande si chiudono il 16 ottobre 2026 alle 18:00 e passano solo dal portale inPA.

Quell'orario va letto bene: le 18, non le 23:59. È un dettaglio che in questo bando cambia la vita a chi conta di chiudere la domanda la sera dell'ultimo giorno.

C'è poi una seconda particolarità, più importante. Questo non è un concorso per soli esami: è un concorso per titoli ed esami. Gli anni di lavoro già fatti valgono punti veri, fino a 10. E il momento in cui la commissione li conta è stabilito da una regola che quasi nessun candidato conosce.

Che ente è l'Autorità per la Laguna di Venezia

L'Autorità per la Laguna di Venezia è l'amministrazione che si occupa della salvaguardia della laguna: le opere, l'ambiente, la vigilanza sull'acqua. Ha preso il posto del vecchio Magistrato alle Acque e per questo si chiama anche Nuovo Magistrato alle Acque. Fra le cose che gestisce c'è il sistema MOSE, cioè le paratoie mobili che chiudono le bocche di porto quando l'acqua sale.

La sede è a Venezia, a Palazzo dei X Savi, in San Polo.

Serve saperlo per un motivo pratico: le materie d'esame comprendono la legislazione speciale su Venezia e la laguna, cioè leggi che in nessun altro concorso italiano vengono chieste. Sono un blocco piccolo e delimitato, e chi lo studia parte avanti.

I 28 posti, codice per codice

Ci si candida per un singolo profilo, individuato da una lettera. I titoli di studio sono diversi e non si sovrappongono.

CodiceProfiloPostiTitolo di studio
AFunzionario amministrativo-contabile7Laurea (area economica, giuridica, politica, sociale, umanistica)
BFunzionario tecnico infrastrutture, salvaguardia e ambiente11Laurea (ingegneria, architettura, scienze geologiche, biologiche, chimiche, informatica)
CAssistente amministrativo3Diploma quinquennale
DAssistente tecnico2Diploma di istituto tecnico (costruzioni, meccanica, elettronica, informatica, trasporti)
EAssistente di vigilanza lagunare5Diploma quinquennale, più idoneità fisica alle mansioni

Diciotto posti sono nell'Area dei Funzionari e servono la laurea. Dieci sono nell'Area degli Assistenti e basta il diploma.

Il codice E è il profilo più particolare del bando. L'assistente di vigilanza lagunare pattuglia l'acqua e conduce mezzi nautici, quindi il bando chiede un'idoneità fisica specifica, accertata dal medico competente, e mette in chiaro che il lavoro si svolge anche su turni pomeridiani, festivi e prefestivi. Non è un impiego da scrivania travestito da lavoro all'aperto: è il contrario.

Servono poi i requisiti generali di sempre: cittadinanza italiana o di un Paese dell'Unione europea, maggiore età, godimento dei diritti civili e politici, assenza di condanne penali. Per tutti è richiesta la conoscenza dell'inglese — livello B1 per i funzionari, A2 per gli assistenti — e l'uso degli strumenti informatici.

Per entrare su inPA serve un'identità digitale, cioè SPID, CIE (la carta d'identità elettronica) o CNS (la carta nazionale dei servizi). Senza una delle tre la domanda non si apre nemmeno.

Le prove: tre gradini e una somma

Il percorso ha una preselezione eventuale, una prova scritta e una prova orale.

La preselezione si fa solo se le domande sono molte: il bando la prevede quando superano di quindici volte i posti del codice. Sono 30 quesiti a risposta multipla in 30 minuti, sulle stesse materie della prova scritta. Il suo voto serve solo a passare, non entra nel punteggio finale.

La prova scritta vale 30 punti e ha carattere teorico-pratico. Per il codice A si parla di diritto amministrativo, contabilità pubblica, ordinamento della pubblica amministrazione, contratti pubblici, protezione dei dati personali. Per il codice C le stesse aree in chiave operativa, con trasparenza e anticorruzione, protocollazione, informatica. I codici B, D ed E hanno materie tecniche proprie: ingegneria idraulica e civile e il sistema MOSE per il B, rilievi e cantieri per il D, regolamenti di navigazione in laguna e polizia lagunare per l'E.

La prova orale vale altri 30 punti ed è un colloquio sulle stesse materie, con la verifica dell'inglese e dell'informatica.

In entrambe le prove il punteggio minimo è 21/30. Le due soglie non si compensano: chi prende 30 allo scritto e 20 all'orale è fuori.

E poi ci sono i titoli.

Perché «per titoli ed esami» non è una formula di stile

Un concorso per esami assegna i punti solo per come vanno le prove. Un concorso per titoli ed esami aggiunge una seconda voce: la commissione guarda il curriculum e dà un punteggio a quello che il candidato ha già fatto.

La regola generale sta nell'art. 8 del d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, il regolamento che disciplina i concorsi pubblici. Il comma 2 fissa il tetto: «Per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo superiore a 10/30 o equivalente». Il bando dell'Autorità arriva esattamente a quel tetto, cioè 10 punti.

Come si spendono, secondo il bando: fino a 5 punti per l'esperienza di lavoro nella pubblica amministrazione, in ragione di 0,50 punti per anno; fino a 5 punti per l'esperienza nel settore privato, con lo stesso passo; fino a 1 punto per gli altri titoli attinenti, 0,50 ciascuno.

Fai il conto. Dieci anni di lavoro attinente valgono 5 punti. Su una prova scritta il salto da 21 a 26 è enorme; sul curriculum si ottiene lo stesso effetto con il tempo già passato.

Questo ha due conseguenze opposte, e vanno dette entrambe.

Il dettaglio che protegge tutti: quando si contano i titoli

Qui sta la parte che vale la pena sapere, perché spiega un pezzo di come funziona l'imparzialità di un concorso.

Lo stesso art. 8, al comma 1, dice che nei concorsi per titoli ed esami la valutazione dei titoli si fa dopo le prove scritte e prima che si proceda alla correzione degli elaborati. L'art. 12, comma 2, aggiunge che il risultato della valutazione dei titoli va reso noto ai candidati prima delle prove orali.

L'ordine delle operazioni Prova scritta 30 punti, minimo 21/30 Valutazione dei titoli fino a 10 punti, a elaborati ancora chiusi Correzione degli scritti solo adesso la commissione legge i voti Esito dei titoli reso noto ai candidati, prima dell'orale Prova orale 30 punti, minimo 21/30 Somma finale voto delle prove più punteggio dei titoli Come si dividono i punti prove 60 titoli 10
L'ordine non è una formalità: la commissione conta il curriculum quando ha già gli scritti in mano ma non li ha ancora letti.

Perché questa sequenza, e non un'altra? Perché toglie alla commissione la possibilità di aggiustare i conti.

Se i titoli si valutassero dopo la correzione, la commissione conoscerebbe già il voto dello scritto di ogni candidato. Potrebbe quindi usare i punti del curriculum per far passare chi vuole: un mezzo punto in più qui, un mezzo punto in meno là, e la graduatoria cambia senza che nessuna regola risulti violata. Valutando i titoli prima di leggere gli elaborati, la commissione lavora alla cieca: sa che quel candidato ha 4 punti di curriculum, ma non sa ancora se il suo scritto è un 22 o un 29.

Un esempio chiarisce il confine. La commissione che assegna i punti dei titoli il giorno dopo lo scritto, a elaborati chiusi, rispetta la norma. La commissione che corregge prima e decide i criteri dei titoli dopo, no — e quello è un vizio del procedimento, cioè un difetto nel modo in cui la decisione è stata presa, che si può far valere davanti al giudice amministrativo.

È il motivo per cui, nei bandi, l'ordine delle operazioni è scritto con tanta precisione. Nel concorso pubblico la sequenza è una garanzia: chi partecipa può verificare che nessuno abbia guardato le carte nell'ordine sbagliato.

Prima di inviare la domanda

La scadenza è il 16 ottobre 2026 alle 18:00, su inPA. Tre controlli che costano cinque minuti:

1. Il codice. Verifica di essere sul bando del profilo giusto: i cinque codici sono procedure distinte, con materie e graduatorie separate.

2. I titoli dichiarati. Rileggi la sezione dell'esperienza professionale e conta gli anni. Quello che non scrivi non viene valutato, e dopo la scadenza non si integra.

3. L'orario. Chiudi la domanda qualche giorno prima. I portali pubblici si affollano nelle ultime ore, e qui le ultime ore finiscono alle 18.

Il testo che fa fede è il bando, pubblicato su inPA e sul sito dell'Autorità per la Laguna di Venezia. Quando un numero letto altrove non coincide, vince il bando.

Per la parte normativa comune — procedimento, provvedimento, contratti pubblici, trasparenza e accesso, pubblico impiego — il Manuale Normativo di Diritto Amministrativo e quello di Diritto del Lavoro sono costruiti per questo doppio uso: ogni norma su una scheda sempre uguale, cioè testo, perché conta, collegamenti e termini chiave. Abbastanza sintetica da ripassarla in pochi minuti, abbastanza ordinata da raccontarla a voce a un commissario senza perdere il filo.

Fonti