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Articoli · Concorsi in corso

Concorso Coesione 2026, 882 posti al Sud: chi può partecipare e com'è fatta la prova

3 settembre 2026 · 6 minuti di lettura

Domande entro il 23 settembre, una sola prova scritta da 40 quesiti in 60 minuti e una soglia al 70%. Tutti i numeri del bando, e cosa significano davvero per chi si prepara.

Il 23 settembre alle 23:59 si chiude una delle porte più larghe aperte quest'anno sulla pubblica amministrazione italiana: 882 posti a tempo indeterminato per specialisti tecnici, tutti nel Mezzogiorno. Non serve esperienza, non serve la residenza sul posto, e in buona parte dei casi basta la laurea triennale.

Vediamo con calma di cosa si tratta, chi può fare domanda e — soprattutto — com'è fatta la prova. Perché è una prova con regole di punteggio molto precise, e conoscerle prima cambia il modo in cui conviene studiare.

Che concorso è

Il concorso è bandito attraverso il canale RIPAM, cioè lo strumento con cui lo Stato organizza un'unica selezione per conto di più amministrazioni diverse. Chi vince non entra in un ministero: entra in un ente locale del Sud — Regioni, Città metropolitane, Province, Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane.

Il lavoro è quello del funzionario tecnico che segue i progetti finanziati con i fondi europei per la coesione: opere pubbliche, gestione del territorio, ambiente. È il profilo che a queste amministrazioni manca di più, ed è il motivo per cui i posti sono così tanti.

I posti sono divisi per territorio, e la scelta della regione si fa al momento della domanda:

Le graduatorie sono separate per regione. Significa che non concorri con tutti gli 882: concorri con chi ha scelto il tuo stesso territorio. È un dato da tenere presente, perché il rapporto fra posti e candidati cambia molto da una regione all'altra.

Chi può partecipare

Il concorso è riservato a chi ha una laurea in ambito tecnico: ingegneria (civile, ambientale, edile, chimica, elettrica, energetica, delle telecomunicazioni, della sicurezza), architettura, pianificazione territoriale, scienze e tecnologie per l'ambiente e il territorio, scienze e tecniche dell'edilizia.

Due precisazioni che valgono più di tutto il resto:

Come si presenta la domanda

Solo online, sul portale inPA, entrando con SPID, CIE, CNS o credenziali europee eIDAS. C'è una tassa di concorso di 10 euro, che non viene restituita in nessun caso.

Il termine è il 23 settembre 2026 alle 23:59 ed è perentorio: significa che dopo quell'ora il sistema non accetta più nulla, senza eccezioni e senza proroghe informali. Chi ha lo SPID scaduto o non ha mai usato inPA farebbe bene a sistemare quelle due cose subito, non il 23 sera.

Com'è fatta la prova

Qui c'è la notizia migliore del bando: una sola prova scritta. Nessuna preselezione da superare prima, nessun orale dopo. Si gioca tutto in un'ora.

La prova è di 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti: un minuto e mezzo a domanda, tempo compreso per leggerla. Sono divisi così:

I quesiti situazionali sono la parte che spiazza chi non li ha mai visti. Non ti chiedono una nozione: ti descrivono una scena di vita d'ufficio — un collega che non consegna, una scadenza a rischio, un cittadino che protesta — e ti chiedono come ti comporteresti. Non c'è una risposta giusta e tre sbagliate: ci sono risposte più efficaci e risposte meno efficaci, e vengono pesate di conseguenza.

Il punteggio, con i numeri in mano

Il massimo è 30 punti. Per essere idonei ne servono 21, cioè il 70%. Ma il modo in cui quei punti si costruiscono conta quanto la soglia.

Sui primi 33 quesiti (i tecnici e i logici):

Sui 7 quesiti situazionali: risposta più efficace 0,75, risposta intermedia 0,375, risposta meno efficace 0. Qui non si perdono punti in nessun caso.

Proviamo a tradurre la soglia in risposte vere. Se sui situazionali te la cavi bene e porti a casa tutti i 5,25 punti disponibili, sui primi 33 quesiti ti servono 15,75 punti: sono 24 risposte esatte su 33. Se invece sui situazionali finisci quasi sempre sulla risposta intermedia, la stessa soglia richiede 27 risposte esatte su 33.

In pratica devi rispondere bene a circa tre quarti delle domande di contenuto. Non è un esame in cui si passa per un soffio: è un esame in cui o la materia la sai, o non ci arrivi.

Conviene tirare a indovinare?

C'è un conto che vale la pena fare una volta sola, e poi ricordare. Rispondere a caso rende, in media, `0,75 × (probabilità di indovinare) − 0,25 × (probabilità di sbagliare)`. Questo numero diventa positivo solo quando hai più di una possibilità su quattro di azzeccare.

Come si muovono i punti +0,75 risposta esatta −0,25 risposta sbagliata 0,00 risposta non data Il punto di pareggio rispondere fa perdere punti rispondere conviene, in media 0 1 su 4 1 quante possibilità hai di azzeccarla 0,75 × (probabilità di indovinare) − 0,25 × (probabilità di sbagliare)
Sotto una possibilità su quattro il tiro a indovinare, in media, toglie punti invece di darne. Sopra, li dà.

Tradotto: se davanti a quattro alternative non hai la più pallida idea, rispondere a caso o lasciare in bianco si equivalgono — in media non guadagni e non perdi nulla. Ma se riesci a escludere anche una sola alternativa sbagliata, le tue probabilità salgono a una su tre e rispondere diventa conveniente. Il nemico non è l'incertezza: è la fretta che ti fa rispondere convinto a una domanda che avevi letto male.

Cosa si studia

Le materie del bando, raggruppate per come si tengono insieme:

La data della prova non è ancora stata annunciata. Si saprà dopo la chiusura delle domande, sul portale inPA: è lì che vanno controllati gli aggiornamenti, non sui gruppi social.

Da dove cominciare

Guardando quell'elenco si capisce una cosa che a molti candidati tecnici sfugge: metà delle materie non sono materie tecniche, sono norme. I regolamenti sui fondi europei sono diritto dell'Unione. L'espropriazione, l'edilizia, i lavori pubblici, il procedimento con cui un ente approva un progetto sono diritto amministrativo. Un ingegnere sa progettare una strada; la domanda d'esame gli chiede invece entro quale termine l'amministrazione deve concludere il procedimento, o cosa comporta un vincolo preordinato all'esproprio.

È esattamente il punto in cui chi viene da una formazione tecnica perde punti evitabili — e in un esame dove serve il 70%, i punti evitabili sono quelli che decidono la graduatoria.

Fonti